‘SVILUPPO SENZA BARATTI /21.08.03

BASSO VICENTINO DA DIFENDERE O DA BARATTARE

Nel Basso Vicentino c´è un´area ‘documento´ (si veda C/S/V del 30.05.03) raccolta tra Berici ed Euganei, chiusa a Nord dalla stessa città di Vicenza e dalla Statale Padana Superiore (quest´ultima poi parallela all´autostrada Serenissima, nonché pure alla linea ferroviaria Milano-Venezia). A Sud, quella stessa area è delimitata dalle città murate di Este e di Montagnana o, se si preferisce, dalla Statale Padana Inferiore.
Si tratta di un territorio che ha avuto la ‘fortuna´ di arrivare forse in ritardo alla prima industrializzazione, godendo così di minori errori e abusi sul territorio. L´industrializzazione più recente ha creato qualche disordine ambientale, ma senza dubbio non devastante, come invece è accaduto nel vicino territorio pedemontano o in altre zone afflitte da epidemia di capannone.
Da ricordare sono alcuni dei suoi luoghi più tipici, come Costozza - che amo definire una piccola Asolo, tutta da riscoprire -, Montegalda con il suo castello, forse il più emblematico di tutta la Padana; ma da non perdere sono pure i castelli di S. Martino e di Valbona e poi Castegnero e Barbarano; e ancora Noventa, che di quell´area vanta il ruolo di capoluogo. Da un lato i Berici, i cui covoli costituirono uno dei più ampi insediamenti preistorici conosciuti, dall´altro lato gli Euganei, che ispirarono persino Leonardo, fanno da contorno a quella piccola pianura. Questa poi è segnata da canali veneziani, di cui il Bisatto è solo il più significativo; ma pure le deviazioni del Bacchiglione raccontano di bonifiche e di guerre dei primi secoli del millennio scorso. Punteggiata da ville quattrocentesche e palladiane, è oggetto di attenzioni anche internazionali: gli inglesi la apprezzano forse più degli stessi residenti (come peraltro spesso accade). L´economia è ben distribuita e sembra sconosciuta la disoccupazione: si può dunque parlare di un´isola felice.
Insomma la difesa dei valori dell´intera area trova forti argomenti.
Ebbene, ora, agli attacchi che arrivano da ulteriori insediamenti industriali si sommano nuovi motivi di preoccupazione, rappresentati per un verso dal tracciato del prolungamento della A-31 nonché, per altro verso, dal passaggio del TAV, il ben noto treno ad Alta Velocità, cui peraltro si affiancherà pure il Treno Pesante.
L´autostrada Vicenza-Rovigo, con i suoi 54 Km, fra tante opposizioni per i presunti e temuti danni al territorio, alla fine ha ottenuto i necessari nulla osta anche dagli enti locali, con un ‘baratto´ che costa però allo stesso territorio sette uscite o caselli autostradali: uno ogni 7 km, circa uno per paese. Il che sembra indubbiamente inconciliabile con la linea di difesa a oltranza del territorio a suo tempo sostenuta, sia per la maggior superficie occupata dalla sede stradale, sia per le maggiori occasioni di edificazione così offerte.
L´altro attraversamento in fieri - come si è detto - è quello del TAV; stranamente invece non si accenna al parallelo futuro Treno Pesante: l´uno e l´altro elementi forti del cosiddetto Corridoio 5.
Il TAV incontra qualche ostacolo già nell´attraversare le Alpi, ma pure da queste parti non trova strada spianata. Prima tutti volevano con evidente orgoglio una fermata a Vicenza, ma ora, dopo tre anni di studi e dibattiti, riconosciuta l´impossibilità tecnica di percorso e fermata, sembra d´obbligo ripensarne il passaggio a Sud dei Berici, in un tracciato ancora da definire.
Vogliamo credere che questo servizio infrastrutturale di valore nazionale, anzi europeo, non possa e non debba divenire occasione di ‘baratti´ o di gabelle da parte degli enti locali; speriamo piuttosto che il suo progetto sappia trovare il giusto canale o ‘corridoio´, magari affiancandosi a tratte di viabilità importanti, non esclusa proprio quella Padana Inferiore già interessata da progetti di sviluppo: il tutto con buona maturazione all´interno delle Grandi Infrastrutture che il paese aspetta, evitando banali mediazioni e con attento riguardo alle aree meritevoli di salvaguardia.

Vicenza 19,08,03 Giuseppe dalla Massara

Sostituisce il testo datato 9.08.03 Grazie, con i più cordiali saluti.