Giuseppe Maria dalla Massara

 

NEL BOSCO DEI POETI / 4.09.04

di Giuseppe dalla Massara, lì 9.05.04

Nel Bosco dei Poeti la poesia diventa spettacolo.

In Italia si legge poco, lo dicono le statistiche, gli editori, i librai, lo dicono i giornali quotidiani e no. Imbarazzanti sono i confronti nei numeri con tutti gli altri paesi d’Europa, ma confortante è vedere il successo della Fiera del Libro di Torino, della kermesse di Rimini, e ancor di più della festa di Mantova dove l’incontro con l’Autore nelle piazze, nelle osterie, ha consacrato, nel senso di reso sacro, il contatto fisico, lo scambio di parole, di sguardi, il piacere di sentire la voce del poeta, e portare a casa il: <me lo ha detto lui >, o l’autografo su una copia del ‘suo’ libro di prosa, di poesie. E come non ricordare il festival della poesia di Pordenone, quello che premia le opere edite a spese dell’autore, evoluzione dell’ APS: ‘Autore a Proprie Spese’, come battezzò U. Eco.

Nel Bosco dei Poeti è assente il libro stampato, ma c’è tutto il poeta, l’artista, ci sono i suoi scritti, pensati e scritti per quel pendio che dà sulla gola di Dolcè appena a nord di Verona, in riva all’Adige. Quasi una Valle del Cordevole di Stoppaniana memoria. Dolcè, con quell’accento sulla finale di ‘dolce’, forse vera origine del nome, accento che trasforma, quasi trasfigura il luogo: così richiama ancora di più elfi, maghi, fate e streghe del bosco.

Lome è il padrone di casa, poeta e pittore (Lorenzo Menguzzato all’anagrafe) circondato da una schiera di pochi amici, (120 artisti quest’anno, sic.), padrone-regista di quella sponda dell’Adige ora carica di 500 opere seminate in un percorso che è quasi una via crucis di 500 stazioni (vero Golgota), che non puoi mollarne una senza inseguire l’altra e così su, su sino alla cima per essere premiato nello spirito e nello sguardo.

Qui naturalmente la poesia, solitamente sorella povere tra le arti scritte, fa da padrona, perché qui si trova il piacere di scrivere come quello di leggere, di manifestare e di conoscere il proprio e l’altro pensiero, quello più segreto che puoi esprimere solo in versi, altrimenti taci, e taci magari per sempre.

Appese tra i rovi, in mezzo alle foglie, appesi come stendardi del Tibet , come nastri al vento di Katmandu, poesie che sono ‘grida’, o gridi di dolore, di pianto o di gioia, così come al Muro del Pianto trovi le preghiere infilate nelle pieghe dei grandi conci. Ma qui trovi anche 180 giganti, eccezionali formiche di Orsingher (l’artista trentino), alte sino alla tua cinta, ti camminano attorno, riempiono il bosco, sono ovunque, calate lì da quale altro mondo non so, pietre vive tra le pietre e poi fogli colorati, tanti, tanti, tutti emozionanti segni di artisti emozionati, veri.

Il poeta vende poco. Ma forse scrive non per vendere, quanto per manifestarsi, per offrirsi come spettacolo, in un mondo impossibile, in un mondo di Elfi appunto.

Come non nominarli tutti, ma sono tanti, c’è Andrea Zanzotto, Alda Merini che si accompagna a dipinti di Lome, Alberto Mori, la brava e bella Anna Lamberti Bocconi, ma pure un autografo di una rediviva Grazia Deledda, e poi reduce dall’ennesima provocazione il Maurizio Cattelan, e non sorprende nemmeno di trovare Karol Wojtyla (personalmente consegnata a Lome) con <La Sorgente> quella che dal <seno di bosco discende/ al ritmo di montuose fiumare./ Se vuoi trovare la sorgente/ devi proseguire controcorrente./Penetra, cerca, non cedere / Sorgente, dove sei ?..Dove sei, sorgente ?!>.

Ma c’è Alberto Casiraghy, Marco Paladini, Nicola De Maria, Luigi Ontani, Osvaldo Maffei, Lome, Erza-Pound, Toti Scialoja, Lisa Ponti, Maurizio Cattelan, Donata Zoe Zerbinati, Marisa Merz, Arturo Schwarz, Edoardo Sanguineti, Gillo Dorfles, e tanti, tanti altri……..

Non manca l’agora, ai piedi del bosco, per ascoltare il vento della valle, che porta via le parole, le preghiere disperate, le gioie esaltate, e tanta voglia di ascoltare e ascoltarsi, in tanti, sempre più numerosi qui al Km. 318 della S.S. del Brennero, perché non esiste un indirizzo più tradizionale, e d’altra parte, dove altro scoprirsi poeti e poetare con i poeti.

Un museo aperto nel tempo e nello spazio ti aspetta , ingresso libero sino a tutta l’estate.

G.d.M.Nuova pagina 12.htm