IL TERRENO ARCHITETTATO /16.02.05

 

TORNA DI MODA IL TERRITORIO

( nuova versione , grazie.)

di Giuseppe dalla Massara il 10.02.05

rivista il 14.02.05

Dopo l’approvazione della Legge Urbanistica Regionale ed in attesa delle Norme di Attuazione, alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, la Regione organizza un Convegno su un tema quanto mai dibattuto: Il PTRC –Tante politiche, un Piano. Attualmente in corso. Prestigiosa la sede, dove Carlo Scarpa e Mario Botta hanno lasciato il segno, prestigiosi i nomi della cultura urbanistica del Veneto che torneranno a dire la loro. Con l’occasione si inaugura la mostra <Pianificazione urbanistica e territoriale- Premio L. Piccinato>, architetto quest’ultimo nato a Legnago e vissuto a Milano, autore, nella prima metà del ‘900 di numerosi e notevoli Piani Urbanistici. E’ evidente l’intenzione di recuperare l’immagine di un Veneto capace di costruire qualità sia in architettura che in urbanistica, valorizzando i ‘Precedenti’, Quelli che sono stati: per dire che abbiamo una buona tradizione, dei valori da rispettare ed una cultura architettonica anche recente, da poter legare alle nuove capacità progettuali. Con questo spirito si tornerà a parlare di territorio, lanciando anche lo slogan accattivante: "Torna di Moda il territorio", come suggerito da Romeo Toffano Responsabile Regionale del Progetto di Piano. Quel territorio della nostra regione che si potrà rivalutare con piani programmati al risparmio. Senza dimenticare che esistono Piani che prevedono migliaia di nuovi alloggi, quando altri cinquemila restano vuoti nel centro storico, come a Vicenza. La nostra regione si può valorizzare con buona, anzi intelligente architettura, che non vuol dire ricerca di estrosità e originalità a tutti i costi, ma qualità. Troppi i progetti e gli interventi ambiziosi che denunciano subito acciacchi e poco rapporto con quello che abbiamo ‘bene’ costruito, incapaci di assolvere a funzioni sociali, urbane e a volte pure architettoniche. Altro aspetto è dato dall’uso dei materiali che impoveriscono ulteriormente gli interventi (senza voler fare confronti con opere antiche ). Allora in un paese che trova i suoi valori nella storia, mi piacerebbe sentire promuovere da questo convegno quello che potrebbe essere il progetto più provocatorio creativo, originale, rivoluzionario, quello capace di portare l’innovazione e la tecnologia più avanzata a convivere con l’architettura anche storica, quella più tipica del nostro territorio, orgoglioso del suo passato e dei suoi monumenti perfettamente integrati nella più moderna tecnologia, casa domotica che sia.

G.d.MNuova pagina 16.htm