IL PATRIMONIO A RISHIO / 12.03.05

CHIESA MUSEO di Giuseppe dalla Massara il 27.02.05

rivisitato dal 20.02.05

 

 

Nei giorni scorsi la Curia di Vicenza ha inaugurato il nuovo museo nella monumentale sede vescovile. Nei circa 1700 mq. disponibili sono esposte cento opere d’arte della nostra storia cristiana e tremilacinquecento opere etniche provenienti dagli estremi angoli del globo. Questa apertura è l’occasione per ricordare che la chiesa cattolica è custode di un enorme patrimonio fatto di tele, affreschi, sculture, decorazioni, oltre alle stesse architetture che le ospitano: orgoglio e ricchezza del nostro paese. Ogni chiesa, ogni monastero sono musei dalle porte teoricamente sempre aperte. Testimonianza della nostra cultura e della nostra storia . Queste opere, spesso capolavori, furono pensati e realizzati per quella collocazione e non possono essere rimossi, ma goduti nel loro ambito. Però solo nella nostra regione, il 60% delle chiese sono prive di un custode residente ed il 35% sono ormai chiuse, nonostante encomiabili restauri. Su molte soglie i segni dell’abbandono, questo allontana lo sguardo, non aiuta cogliere la bellezza di un modiglione, di un’opera raccolta in una nicchia, mentre chiusi in un silenzio totale molti capolavori rimangono dimenticati e peggio ancora, privi di protezione. La Chiesa da tempo manifesta la propria sofferenza per questo stato di cose, conseguenza anche della crisi delle vocazioni e della religiosità in generale. C’è da chiedersi se su questo non abbia influito una certa rinuncia alla sacralità del rito, o meglio all’uso, mi si conceda il termine, teatrale dello stesso spazio liturgico, rinunciando proprio a quel ruolo che l’arte aveva nel coinvolgere l’umano sentimento e utilizzata per secoli come mezzo di comunicazione. Chiaramente si tratta della parte superficiale del problema, quello legato al pathos di riti e simboli e non è il problema. Il problema che qui si vuole evidenziare è il pericolo in cui si verrà a trovare quell’enorme patrimonio artistico che è racchiuso nelle nostre chiese. Troppe opere importanti sono state trafugate e non ritrovate e per proteggerle non saranno certo sufficienti i ticket d’ingresso. Opere che non potranno essere trasportate in musei, nemmeno costruendone di nuovi, ne bene custodite da volontari o gestite dal Ministero che vedrebbe aumentare a dismisura l’impegno per la conservazione, la tutela senza contare che è un patrimonio di una ricchezza particolare, degno di affetto, anzi di religioso amore. Vedo un patrimonio che andrà incontro ai pericoli di una nuova Pompei, "conservata" sotto la cenere per secoli a nostro arricchimento (con il ticket d’ingresso), se non succederà qualcosa di nuovo, di eccezionale, come un sempre maggior coinvolgimento, ‘allargato’ nella gestione della chiesa stessa, magari così capace di garantire anche tanto ‘bendiddio’?.

 

G.d.M.

 

 

 

 

 

 Nuova pagina 17.htm