IL FUTURO CHE DOVEVA VENIRE 28.07.04

è a Bassano da Nardini

di Giuseppe dalla Massara il 15.06.04/17.07.04

 

A Bassano come in Cina. Un confronto, assurdo solo poco tempo fa, e che oggi trova motivo per un episodio di architettura di vera avanguardia che il commendator Nardini sta realizzando a Bassano. Cos’è rimasto di quel futuro che fantasiosi creativi ci avevano preparato a vivere per il duemila (Odissea nello spazio di Kubrik era datato 2001). Eravamo pronti a rivoluzioni tecnologiche, di costume, alimentari e di vita quotidiana: vestire alla Barbarella (BB), mangiare liofilizzati, viaggiare su ‘cuscinetti’ mobili e vivere dentro case e città trasparenti. Invece siamo ancora privi di infrastrutture, non abbiamo realizzato le monorotaie e nemmeno i binari dell’alta velocità, le vecchie strade sono solo intasate, con tanti fiori a tutti gli angoli però. Superato l’anno 2000, vestiamo ancora con cravatta e giacca a due o tre bottoni come sempre, anzi come allora (anni ’60), viaggiamo con treni di colore nuovo, ma della medesima velocità; le nostre case sono sempre più tradizionali, quasi neovernacolari, con gli interni sempre più luoghi della memoria e pure privi degli arredi in PVC del miglior design, e la novità più consistente è data dal telefonino che tutti abbiamo in tasca, ma che James Bond teneva al polso. Internet e P.C. non ci hanno neppure sconvolto la vita, e sembrano solo evoluzione della vecchia Olivetti Divisumma. Nessun rimpianto se l’obiettivo è l’amore per la nostra cultura e un doveroso rispetto per l’ambiente, ma l’edilizia più recente ha coperto il Veneto senza avanguardia, anzi con un generale squallore e il movimento postmoderno non ha creato un qualche disegno urbano, ma abbattuto piante e cancellato tanti prati verdi. A Bassano però c’è qualcosa di nuovo. Due grandi bolle di vetro, dove il vetro è piegato come non lo si era mai visto, creano lo spazio per incontri ed eventi alla Nardini. Forme architettoniche quasi memoria del processo di distillazione, architettura che ti fa sentire dentro le gocce, in mezzo ad alambicchi, ti parlano di ebollizione, di vapori e rievocano odori. Oggetti trasparenti quasi sospesi tra acqua e prato, e questo non deturpato, ma arricchito da architettura-natura che sa tanto di quel futuro visto nei fumetti, e che oggi vediamo realizzato in Cina. Bel colpo Nardini! Quell’idea di futuro, di ricerca, di innovazione che manca nei progetti delle nostre città.

Se l’immagine del futuro era data dai grattacieli di Manhattan, volendo oggi vedere immagini cariche di ‘futuro’, dobbiamo emigrare in Cina, proprio dove i Veneti pensavano di delocalizzare le attività a basso costo, nella Cina delle patacche e dove invece si ritrova il futuro in piena realizzazione. Sulla costa cinese i treni corrono già a 400 km./ora, sia su binari che su monorotaie, un satellite cinese gira attorno alla terra e le città si trasformano con euforia sulla base dei più moderni masterplan. Costruzioni trasparenti, dalle altezze e forme immaginifiche, rubate alla natura. Costruzioni di cristalli che danno corpo a nuove esperienze urbane per molti versi riprese da quelle europee ed italiane più collaudate, che i cinesi copiano come hanno copiato le nostre borse. Prendono a modello piazze, gallerie, teatri classici e d’avanguardia e i nostri canali d’acqua, perché innamorati di Venezia e vogliono nuove città trasparenti costruite sull’acqua proprio come Venezia. Così sarà Pujiang, nel comune di Shanghai su progetto ovviamente Italiano e realizzata con la tecnologia e l’esperienza delle più note aziende venete presenti da anni nel mercato mondiale, piuttosto che a casa propria. Costruzioni fantastiche come petali di cristallo, come onde del mare o come bolle trasparenti, proprio come l’opera che solo Nardini a Bassano in una sfida con se stesso poteva realizzare con l’architetto Fuksas.

G d M

 

 

Nuova pagina 9.htm