Giuseppe
dalla Massara
Percorso di uno Stile. Dopo i primi approcci e
gli occasionali e superati esercizi l'itinerario creativo di dalla Massara scultore
affiora a livello di consapevolezza critica nel 1985 con un'idea per l'altare maggiore
della arcipretale di Chiampo. Dal blocco parallelepipedo emergono addensandosi ai vertici,
come in spontaneo coagulo, le figure modellate da rapida tecnica compendiaria, intrise di
una luce calda e avvolgente che ne scava drammaticamente i piani e ne esalta le risorse
espressive. Ben presto, tali esperienze iniziali - ove paiono cogliersi perfino sottili
agganci a pił remoti effetti di sensibilitą quasi "tardo antica" - meglio
decantano in pił oggettivi riferimenti ai pre- supposti dčll'ultimo
"impressionismo", alle scioltezze ed ai fremiti del "Liberty"
rivissuti in chiave di una indiscutibile modernitą. Vediamo la felicissima soluzione per
la gloria d'angeli nel presbiterio della parrocchiale di Lisiera, maturata tra il 1985 e
1986. Sottratto al contesto del non pił officiato altare addossato alla parete di fondo
in ossequio ai dettami dell'ultimo Concilio Vaticano ll il tabernacolo settecentesco viene
qui esaltato da una corona angelica osannante che lo ostenta alla venerazione dei fedeli
in un turbinio impetuoso di vesti rigonfie divento e di ali fruscianti. Nell'assieme, il
voluto contrasto tra il fulgore corusco del bronzo e l'accesa policromia mar- morea del
`pezzo" antico, giova a riproporlo, nell'assoluto rigore del mezzo formale, all'ado-
rante ammirazione dei fedeli: attorno, le eleganti, raffinate figure, avviluppate nei veli
che dolcemente assecondano i morbidi incarnati, si accordano in una coralitą appassionata
non im- memore neppure della pił genuina "enfasi" barocca. In parallelo,
emergono, dalla massą traslucida del metallo, il torso e la testa, vivacissima,
dell'angelo che incarna nella stessa chiesa, la attualissima, medita versione dell'ambone:
davvero onginale ripresa di un consacrato e magari consunto tema liturgico. Sul quale
ritorna, sempre del 1986, l'ambone della chiesa di Grumolo delle Abbadesse: l'angelo,
questa volta a tutta figura, leva la destra ammonitrice nell'annunzio della parola divina.
Le pieghe del peplo rieccheggiano sapientemente le scanalature delle colonne preesistenti,
sullo sfondo, mentre pił scoperto e persuasivo si fa il gioco alterno dei materiali, il
contrappunto dell'ala bronzea che trapassa senza sforzo nella "forma" del
leggio. Seguono, nel 1987, l'immagine vivace e spontanea di Marilyn Monroe, Ove
trascorrono lampi di bonaria, mordace ironia, e la appassionte, aggressive figure di
Lucien e e sheherazade. Un volto, il primo, per la sua parte inquietante ed enigmatico, si
protende sotto l'impeto irresi- stibile della massa agitata dei capelli, sintetizzata
quasi in lamine vibranti, magico involucro che d'improvviso si schiude. a rivelare un
inafferrabile sorriso. Troviamo ancora in, questa "antologia" le figure di
valentina e del Masai e dell'omaggio al sole. Nel passaggio dal primo al secondo, con
assoluta spontaneitą, la tensione e il dinamismo propri all'artista vanno adesso via via
liberandosi dal ricorrere alle risorse del mezzo lineare" e si immedesimano ormai, in
piena spontanea aderenza, con la assoluta, scabra semplicitą dei volumi com'č leggibile
nel torso maschile. Analogo effetto scaturisce dalle maquette che in catalogo quasi
sostengono le sculture, invenzioni architettoniche provocanti oltre che godibilissime,
quasi argomento pronto per altra esamina.
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