CENTRO STORICO E SPRITZ / 2
di Giuseppe dalla Massara il 19.08.05
I tanti capannoni costruiti e oggi inutilizzati sono lì a ricordare i troppi errori del passato. Tuttavia le contraddizioni in urbanistica continuano
Mentre le nuove città cinesi sono fatte a immagine e somiglianza delle città rinascimentali ( e alcune venete in particolare) da noi si programmano ancora ampliamenti degni delle più vecchie periferie. Là si costruisce pensando alle città ideali con case, palazzi e torri dalle forme più originali che si affacciano su piazze o si riflettono su canali di veneziana memoria. Da noi, nonostante tutto quello che si è detto intorno alla città complesa, sostenibile, concetto ribadito anche da convegni di Confindustria Veneta: Le nuove Norme per il governo del territorio e La città del terzo millennio si programmano ancora tristi Piani di Lottizzazione con case isolate, grandi e piccole, come consenso al mercato e in assenza di alcuna visione urbana. Il tutto aggravato dallammissione da parte di molti amministratori, per cui dei volumi autorizzati pochi verranno costruiti, e ciò - si confessa - proprio per carenza di mercato. Ma con quale forma stiamo allora disegnando le nostre città? Continueremo ad ampliarci a macchia di leopardo? Proprio in questi giorni le indagini statistiche confermano l'appetibilità della casa nei vecchi centri storici. Dunque la città vecchia resta evidentemente il luogo della cultura, dell'incontro, perchè no, anche dello spritz. Potrebbe essere originale o bizzarro, valutare la moda dello spritz come una delle ragioni della più recente vivacità dei centri storici. Contraddittoria più che mai, dunque, la grande ondata di costruzioni degli ultimi tempi e pure delle ultime varianti ai Piani Regolatori approvate dai Comuni, al fine di ottenere nuovi - a volte enormi - ampliamenti rispetto al già edificato. E non dimentichiamo che, oltre al danno subito dal paesaggio, si dovranno valutare anche i costi per servizi stradali, acqua, luce, gas, depuratori tutto inutilmente costruito. Con un recente editoriale Giovanni Costa sottolineava gli effetti negativi della corsa al capannone, scattata quando la crisi della produzione era già entrata nel vivo e inutili oramai apparivano le ulteriori aree produttive per attività sempre più delocalizzate. Proponeva così un concorso di idee per dare diversa valenza a quei ///// volumi vuoti e tentare di risanare il territorio. Proposta significativa quanto velleitaria. Alla luce dell'esperienza dei capannoni, sarà possibile ora evitare ulteriori disavventure, indotte da un falso mercato della casa di periferia? Ai Comuni, ai Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali e Regionale, spetta di guidare un ulteriore, ragionevole, sviluppo urbano. Se da più parti si chiede di rilanciare le nostre città - peraltro largamente protette dall'Unesco -, come nostra ultima risorsa, ci dovremo pur chiedere quale sarà la forma urbana di queste nostre nuove città? A misura di spritz, potremmo dire.
G.d.M.
beppemassara@virgilio.it
CENTRO STORICO E SPRITZ
di Giuseppe dalla Massara il 29.05.05
La lezione dei capannoni costruiti e oggi inutilizzati non hanno evidentemente lasciato un sufficiente lezione. Le contraddizioni in urbanistica continuano.
Per ogni nuova città cinese, fatta a immagine e somiglianza delle nostre città rinascimentali (e venete in particolare), da noi si programmano ancora ampliamenti degni delle più vecchie periferie. In Cina stanno sorgendo a ritmo frenetico città, pensate come città ideali e disegnate da case, palazzi e torri dalle forme più originali, che si affacciano su piazze o si riflettono su canali di veneziana memoria. Da noi, nonostante tutto quanto si è detto a favore della città compatta, 'sostenibile', nonché ancora ribadito in convegni anche di Confindustria Veneto - "Le nuove Norme per il Governo del territorio" e con "La città nel terzo millennio", si programmano tristi Piani di Lottizzazioni con case isolate, grandi e piccole, come consenso al mercato immobiliare e in assenza di alcuna visione urbana. Il tutto condito dall'ammissione, da parte di molti amministratori, per cui dei volumi autorizzati pochi verranno costruiti, e ciò - si confessa - proprio per carenza di mercato. Ma con quale forma stiamo allora disegnando le nostre città? Continueremo ad ampliarci a macchia di leopardo? Proprio in questi giorni le indagini statistiche confermano l'appetibilità della casa nei vecchi centri storici. Dunque la città vecchia resta evidentemente il luogo della cultura, dell'incontro, perchè no, anche dello spritz. Potrebbe essere originale o bizzarro, valutare la moda dello spritz come una delle ragioni della più recente vivacità dei centri storici. Contraddittoria più che mai, dunque, la grande ondata di costruzioni degli ultimi tempi e pure delle ultime varianti ai Piani Regolatori approvate dai Comuni, al fine di ottenere nuovi - a volte enormi - ampliamenti rispetto al già edificato. E non dimentichiamo che, oltre al danno subito dal paesaggio, si dovranno valutare anche i costi per servizi stradali, acqua, luce, gas, depuratori tutto inutilmente costruito. Con l'editoriale del 25 maggio scorso, Giovanni Costa sottolineava gli effetti negativi della corsa al capannone, scattata quando la crisi della produzione era già entrata nel vivo e inutili oramai apparivano le ulteriori aree produttive per attività sempre più delocalizzate. Proponeva così un concorso di idee per dare diversa valenza a quei ///// volumi vuoti e tentare di risanare il territorio. Proposta significativa quanto velleitaria. Alla luce dell'esperienza dei capannoni, sarà possibile ora evitare ulteriori disavventure, indotte da un falso mercato della casa di periferia? Ai Comuni, ai Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali e Regionale, spetta di guidare un ulteriore, ragionevole, sviluppo urbano. Se da più parti si chiede di rilanciare le nostre città - peraltro largamente protette dall'Unesco -, come nostra ultima risorsa, ci dovremo pur chiedere quale sarà la forma urbana di queste nostre nuove città? A misura di spritz, potremmo dire.
G.d.M.
beppemassara@virgilio.it